Forse questa è una delle prime domande che un genitore si pone quando il suo bambino inizia, quasi inaspettatamente, a balbettare. Domande e preoccupazione allertano il genitore che però non sempre sa cosa fare e a chi chiedere risposta.

Partiamo dall’inizio, diciamo che cos’è la balbuzie e sfatiamo un grande “mito” popolare: la balbuzie NON è causata e NON è la risposta ad un evento traumatico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la balbuzie come un disordine nel ritmo della parola per cui il paziente sa cosa vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono che hanno carattere di involontarietà.

Qualche numero

La balbuzie ha un tasso di incidenza dell1% nella popolazione, il 75% di rischio di comparsa avviene prima dell’età dei tre anni e mezzo con una finestra di periodo critico che va dai 18 ai 42 mesi di età (più facilmente intorno ai 33 mesi). Molto spesso quando compare a queste età, ha un alto tasso di remissione spontanea, le ricerche ci dicono infatti che 3 bambini su 4 recuperano spontaneamente tra i 12 e i 18 mesi dall’insorgenza del disturbo.

Intervenire o attendere?

Dato l’elevato tasso di remissione spontanea, ancora alcuni specialisti indicano al genitore di aspettare e rimandare l’intervento (approccio wait and see). Le ricerche ci suggeriscono però il contrario: sebbene la remissione sia in molti casi spontanea, un intervento precoce ci permette di ridurre (e quasi azzerare) il rischio di cronicizzazione della balbuzie in quel 25% dei bambini presentanti il disturbo che avrebbe predisposizione alla cronicizzazione.

Campanelli d’allarme

Il rischio di cronicizzazione è maggiormente elevato se vi è concomitanza di due o più dei seguenti fattori:

Fattore di rischio Più probabile l’evoluzione in balbuzie
Tempo trascorso dall’esordio Balbetta da 6/12 mesi o più
Età d’esordio Dopo i 3 anni e mezzo
Altri problemi di linguaggio Errori nei suoni, difficoltà nell’essere compreso, difficoltà nel seguire le istruzioni
Storia familiare di balbuzie Genitori o altro parente che balbetta, soprattutto in linea materna
Genere Maschio
Attitudine comunicativa Negativa

A chi rivolgersi?

Il primo passo da compiere è sicuramente quello di indirizzare il bambino ad una visita foniatrica. Il foniatra valuterà il linguaggio le strutture deputate allo stesso, evidenziando l’eventuale concomitanza di altri fattori disturbanti (adenoidi ipertrofiche, ipoacusie, disturbi del linguaggio correlati..).

Dopo la valutazione del medico specialista quindi il bambino e la famiglia verranno inviati a valutazione logopedica.

Qui, per ogni situazione, verrà valutata assieme alla specialista, la strada migliore da percorrere con il bambino e la sua famiglia.

Come comportarsi con il bambino?

Per rispondere a questa domanda ho preparato un semplice video, seguendo le indicazioni fornite dalla “The Stuttering Fondation” (http://www.stutteringhelp.org/7-tips-talking-your-child), che potrete visualizzare sul canale dell’albero dei linguaggi in youtube.

http://www.youtube.com/channel/UCWVJD2tU3-7YO747BWlWi1A